ultima cena di tintoretto

Il tema dell’ultima cena è forse il più ricorrente nel catalogo del Tintoretto. Bravo. Il primo luogo in cui è stata messa la tela non è lo stesso in cui la puoi ammirare oggi, ma probabilmente era sopra all’antico banco della confraternita del Sacramento. Oltre alla già citata lampada nella parte alta della scena, voglio che concentri la tua attenzione sull’aureola di Cristo. L’uomo che sta in piedi e che sulla testa ha un’aureola molto luminosa e chiara è Gesù, il quale è impegnato a distribuire la comunione ai suoi discepoli. Voglio farti conoscere una serie di capolavori senza precedenti. La luminosità religiosa è data dall'aureola degli apostoli e di Gesù Cristo. Lo farò sicuramente. Hai visto quelle 2 strane figure che si vedono all’esterno della stanza, sotto il portico? Nella tela prevale una prospettiva angolare, in cui gli apostoli non vengono messi al centro della scena, che invece viene occupata da personaggi accidentali, come la donna che cerca un piatto in una tinozza o i servitori che prendono i piatti dal tavolo. Devi sapere che la Pasqua ebraica di solito viene consumata in modo rapido ed in piedi; tenendo conto di questo particolare, il pittore pone la maggior parte dei protagonisti in questa posizione. La luminosità profana è gestita dalla lampada a soffitto che irraggia l'ambiente e colpisce i vari personaggi. Probabilmente alcune di loro le conoscerai già, mentre altre ti saranno completamente nuove, ma ti assicuro che ti lasceranno a bocca aperta. Facciamo un passo indietro negli ultimi 20 anni della vita di Jacopo Robusti. Ultima cena, di Tintoretto dipinta nel 1592. è frontale e in quest'ottica l'effetto prospettico è maggiore. Conservato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia, opera perfettamente in linea con il pittore veneziano, il quale centra anche questo dipinto come tutti gli altri su un unico ed inimitabile tema: la luce ! Ti ho detto che le reazioni degli apostoli davanti all’annuncio di Cristo sono molto varie, ma una delle più comuni è quella di diversi discepoli che chiedono “Sono forse io, Signore?” con un’espressione stralunata, incapaci di credere che uno degli uomini seduti al tavolo abbia potuto fare una cosa del genere. Essendo una tela molto lunga, il pittore dispone i suoi personaggi in modo intelligente e non li arrocca tutti in un piccolo spazio della sua scena; infatti, non sono tutti seduti attorno alla tavola. Hai notato che è completamente differente da quella che sta sulla testa degli apostoli? Basilica di San Giorgio Maggiore, Venezia Apprezzo soprattutto il lavoro tecnologico sulle immagini e scrivo per chiedere gentilmente il permesso di servirmi di alcune di esse per un lavoro di presentazione sul testo evangelico dell’Ultima Cena. Hai gettato luce su questi quadri del Tintoretto e ho potuto vedere molto di più. E perché il quadro del Tintoretto oggi sta in un altro posto? La struttura compositiva del dipinto Ultima Cenadi Tintoretto è molto diversa da quella tradizionale. Ma alla fine, perché ha ambientato l’Ultima Cena in una taverna veneziana? Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale. Olio su tela 365 x 568 centimetri Questo gigantesco dipinto è stato appositamente scritto per la chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, dove ha trascorso tutta la sua vita ammirando e sorprendenti visitatori. Uno degli ultimi capolavori di Tintoretto, realizzato con l’aiuto del figlio Domenico. Su questo lato si intravede una grande valle dove il sole sta per sorgere e si vedono anche diversi edifici sul lato destro. Un bellissimo lavoro. Jacopo però sa benissimo che deve fare attenzione ai dettagli, perché sono quest’ultimi a rendere eccezionali le opere, e qui, di particolari ce ne sono un sacco. Esatto. Confrontando questa prima versione dell’Ultima Cena del Tintoretto con le future (e più audaci) sono sicuro che non diresti mai che si tratta di 2 opere dello stesso artista! Posso chiederti le fonti bibliografiche da te utilizzate per arrivare a queste conclusioni? Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 24 mar 2020 alle 00:21. La storia del quadro, inedita prima versione dell'"Ultima Cena" di Tintoretto custodita nella chiesa di San Trovaso a Venezia, e l’importanza che esso ebbe, quindi, per il percorso artistico de El Greco, verranno presentate martedì 5 aprile 2016 alle ore 11.00 a Casa dei Carraresi, in una conferenza aperta a tutti. Infatti, nell’immaginario collettivo, la rappresentazione dell’Ultima Cena assume i caratteri della solennità, dell’assoluta sacralità. Devi sapere che tra il 1728 ed il 1735 la chiesa dei Santi Ermagora e Fortunato è stata sottoposta ad un importante restauro e per mantenere al sicuro le varie opere, quest’ultime sono state trasportate altrove. In questa versione dell’Ultima Cena, Gesù ed i suoi apostoli sono riuniti attorno al tavolo: Cristo è impegnato a benedire l’agnello, il pasto sacrificale per eccellenza. ), ma anche un’attenzione per il dettaglio eccezionale. Ho scritto questo articolo per farti conoscere ogni dettaglio dell’Ultima Cena del Tintoretto e le differenze che ci sono tra la innumerevoli versioni dei suoi lavori. Ci troviamo durante la Comunione degli Apostoli con Gesù intento a distribuirla a coloro che partecipano all’evento. Quella che appare sulla tavola apparecchiata, in primo piano, sembra una torta con delle candeline, ma non si è riusciti a capirne il significato. Una piccola precisazione: devi sapere che questa tela è stata realizzata prima rispetto a quella conservata a San Giorgio Maggiore. Aspetta un momento: perché Gesù sta dando del pane agli Apostoli? Realismo e semplicità sono alla base di questa composizione. Mi chiedevo però perché Tintoretto predilige tanto questo soggetto? La tela dell’Ultima Cena è stata commissionata dalla Scuola del SS. Solitamente infatti la tavola è posta frontalmente, parallela al fronte del dipinto. Ha finito il dipinto in 1594 per la chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia. Quale è il momento dipinto dal Tintoretto? Nessuno si aspettava una notizia del genere e le reazioni sono diverse: molti sono senza parole, altri hanno delle facce allucinate, altri sono sorpresi e queste espressioni sono visibilissime soprattutto negli apostoli più vicini al Signore. Ormai è troppo vecchio ma non vuole assolutamente abbandonare la pittura, e così si fa aiutare da suo figlio Domenico. Sapevi che il nome originale della chiesa in cui è conservata quest’opera è dei Santi Ermagora e Fortunato? Ciao Stefano, grazie per la domanda. In questa Ultima Cena Tintoretto rappresenta il momento in cui Cristo, posizionato all'estremità della tavola, avvicina l'ostia alla bocca di San Pietro raffigurando il momento dell'Eucarestia. Hai dato un’occhiata a com’è disposto il tavolo? Tintoretto in questa versione sceglie di ritrarre il momento in cui Gesù rivela ai suoi discepoli che tra loro c’è un traditore. Sono 2 figure allegoriche. Il punto di vista inoltre pone l’osservatore più in a… Ci sono alcuni elementi che si ripetono nei quadri dell’Ultima Cena del Tintoretto come il cagnolino che con il suo movimento unisce la zona inferiore e quella superiore dell’aopera. ), ma anche un’attenzione per il dettaglio eccezionale. Alcuni dei discepoli cercano di avvicinarsi al Signore, altri invece si distendono sul lato destro dove ci sono i mendicanti ed alcuni di loro invece si voltano in basso per dare da mangiare alla bambina qui presente, rispettando i desideri altruistici di Cristo. So che stai pensando: siamo in una locanda, una di loro ha un vassoio e quindi devono essere per forza delle cameriere. Le 2 opere non sono state realizzate nello stesso momento. Sono contento che ti sia piaciuto il mio lavoro. Video realizzato per l'ora di religione della scuola primaria. L'Ultima cena è un dipinto del pittore veneziano Tintoretto realizzato intorno al 1592-1594 e conservato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Dimentica l’Ultima Cena del Da Vinci, la tradizione e la geometria. Dove si trova: Chiesa di san Giorgio Maggiore, Venezia. Conoscerai la storia, le novità ed i dettagli fondamentali di ciascuno dei lavori del, Scoprirai quale tra le alternative riproduzioni di Jacopo Robusti, quale è la più importante di tutte, Quale è il significato dei tanti oggetti e dei personaggi aggiuntivi introdotti dal pittore nella classica scena della vita di Cristo, Luminosità profana (è quella emanata dalla lampada a soffitto e che avvolge tutta la scena), Luminosità religiosa (è quella che divampa dall’aureola di Gesù e degli apostoli), Luminosità spirituale (ovvero quella che proviene dagli angeli formati dal fumo e che simboleggiano la spiritualità del dipinto), Cristo con gli apostoli Giovanni e Pietro al centro. Si. È un’aggiunta interessante da parte del Tintoretto. Sai che ci sono anche degli animali in questa scena? ULTIMA CENA DELLA SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO. Si capisce benissimo dalle svariate reazioni dei discepoli: c’è chi sta discutendo in primo piano, domandandosi chi possa fare una cosa così atroce, chi si mette le mani sul petto domandandosi “Sono forse io?”, increduli della notizia data da Cristo. Tintoretto:. Tintoretto con questo lavoro parla chiaro: non vuole più saperne di regole tradizionali della pittura e scene viste e riviste; ora vuole donare all’arte qualcosa di nuovo ed inaspettato. Lavorare a quest’età è difficile, ma lui non demorde, ed infatti completa 2 grandi tele da collocare nella Basilica di san Giogio Maggiore: Ebrei nel Deserto e la caduta della manna e l’Ultima Cena dipinto. Una delle domande più interessanti a proposito di questa tela è: perché è tutto così buio? Si tratta di un elemento simbolico molto interessante, su cui tanti studiosi hanno cercato di dare una spiegazione. Ma al Tintoretto tutto questo non basta e va oltre. Complimenti per il lavoro svolto! Siamo precisamente nel 1579: è un anno d’oro per questo artista. Ah, dimenticavo: puoi utilizzare il menù che trovi qui sotto per saltare direttamente alla versione dell’opera che ti interessa, o se preferisci, puoi leggere tutto l’articolo e scoprirle tutte. L' Ultima Cena è un dipinto, realizzato tra il 1592 ed il 1594, ad olio su tela, da Jacopo Robusti, detto Tintoretto (1518 - 1594), collocato nel presbiterio della Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. Con questo curioso artificio, il pittore ha molta più libertà di azione per la sua scena, ed infatti ne approfitta calando la sacra scena in una tranquilla e caratteristica taverna veneziana. Siamo nell’ultimo periodo della vita di Jacopo Robusti. Si tratta di un particolare molto importante, perché dona alla scena un’atmosfera molto più umana ed umile; inoltre, devi sapere che i modelli che hanno posato per il ruolo dei discepoli di Cristo in questo lavoro erano delle comuni persone del popolo. Ah, dimenticavo: puoi utilizzare il menù che trovi qui sotto per saltare direttamente alla versione dell’opera che ti interessa, o se preferisci, puoi leggere tutto l’articolo e scoprirle tutte. Per via di un’iscrizione ritrovata proprio sotto a questo dipinto di Jacopo. Grazie mille Edmundo. A proposito del traditore, hai visto dov’è Giuda? Sacramento durante la celebrazione della messa o altri riti. Tintoretto “Ultima cena”, 1547 – Chiesa San Marcuola, Venezia Nel corso della sua vita realizza una decina di quadri che hanno per oggetto l’Ultima cena. Con questo obiettivo ben chiaro in testa, decide di donare alla scena un impianto completamente diverso rispetto a quelli visti in passato. Gesù si sta alzando improvvisamente dal tavolo spalancando le braccia per consegnare il pane a 2 discepoli accanto a lui, prefigurando la sua prossima crocifissione. Qui trovasi una Ultima Cena del periodo giovanile di Tintoretto in cui la scena è avvolta da una luce naturale che proviene dalla grande arcata di fondo che sembra dare in un giardino.La composizione è molto movimentata e ricca di un realismo popolare del tutto nuovo, quasi irriverente. 1592-1594. Ma … una domanda: perché Tintoretto ha voluto dipingere 6 diverse Ultima Cena? È un dettaglio che simboleggia la lavanda dei piedi fatta da Cristo ai suoi apostoli durante l’Ultima Cena. Una è la personificazione della Carità (quella di destra) e l’altra della Fede (quella a sinistra). Dove si trova: Chiesa di San Marcuola, Sestriere Levante. Non proprio. Se guardi sul lato sinistro della tela, puoi vedere che c’è un uomo di spalle: si tratta di un lavoratore del locale, riconoscibile per via del grembiule che indossa ed anche perché è impegnato a lavare alcune delle stoviglie che sono state utilizzate da Gesù e gli apostoli. Grazie! Ah, dimenticavo: bravo. Miracolo di San Marco Miracolo di … Grazie. Dove si trova: Scuola Grande di San Rocco, Venezia. Una lettura di 4 minuti. Il fatto che tutti gli apostoli sono seduti su degli sgabelli e non su delle normali sedie. Tintoretto muore all’età di settantacinque anni dopo aver realizzato tre ultime opere per la Basilica di San Giorgio Maggiore: gli Ebrei nel desertoe la caduta della manna, l’ Ultima Cena e la Deposizione nel sepolcro (1592 – 1594). L’oscurità regna sovrana in questa scena e c’è soltanto una luce che proviene da quella lampada ad olio appesa in alto a sinistra sul soffitto. Grazie del commento Emanuele. Dà un’occhiata sul lato sinistro dell’opera, a quell’uomo in primo piano che si sta avvicinando ad uno degli apostoli. Oggi tutti la conoscono con il nome di San Marcuola. BELLISSIMO! Se fai attenzione, puoi notare che il gruppo composto da Cristo e gli apostoli si può dividere in 3 parti: Si tratta di una divisione scenica abbastanza tradizionale, facendo emergere un attaccamento alle vecchie regole artistiche da parte del Tintoretto (ti ricordo che qui siamo più di 30 anni prima rispetto alla versione di San Giorgio Maggiore! Utilizza una prospettiva completamente nuova e lontana dai canoni tradizionali; i discepoli sono seduti attorno a questa tavola messa in obliquo, su cui sono appoggiati diversi oggetti per la cena, tra cui spicca il vino ed il pane, gli elementi fondamentali dell’Eucarestia. Grazie a te per l’interesse, Francesca. Siamo nel momento in cui Cristo sta distribuendo l’Eucarestia a San Pietro, portandogliela alla bocca.

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