parole siciliane significato

Fòddhri) Pazzo, folle. Bagnare qualcosa o qualcuno. "Vardarrobbe di piscipàinu". Probabilmente stessa radice del francese "tomber". Etimologia probabilmente di origine catalana. Essi, infatti, si presentano di un certo effetto estetico e si mantengono inalterati, per molto tempo, sia nella forma che nel colore. Prob. Rovinare qualcosa, per esempio una stecca di uno strumento in un orchestra. Cucchiteddhri) Biscotti di mandorle e zucca candita. (Pron. Squamare ed eviscerare il pesce dalle sue interiora. (Pron. (Pron. "Fai soccu voi!" Bunnìa) Barattolo, contenitore per alimenti. dopo uno starnuto. (Pron. Balàta) Grossa pietra o lastra di marmo. (Pron. (Pron. (Pron. Se "Pirciatu finu" sta per bucatino. Addhri) Mollusco di mare bivalve, razza scadente di vongole. Indica spesso il rialzo davanti a un portone d'ingresso. (Pron. Cono in carta utilizzato dai venditori di caccavette (v.) e simenza per riporre le vendite e consegnarle ai clienti. Taddhrarìta) 1) Pipistrello. Vecchia strega, creatura leggendaria che appartiene alla tradizione della Sicilia. Allammiccàrisi) Spremersi le meningi. Fare qualcosa a "sbafu" significa far qualcosa senza pagare. Vedi anche Scaluni. Grossa pietra che evidenzia i confini tra appezzamenti di terreno. Tipico dolce siciliano. (Pron. Questo sito utilizza i cookie. ... Tutti i tipi di parole sono accettati! "stagione"; 2) Più in generale, la stagione calda che prende tutta l'estate meteorologica più parti di primavera e autunno. (Pron. In uso a Giarre. Comò, mobile grande a cassettoni per riporre biancheria o coperte. (Pron. Tipo sottilissimo di rete per la pesca. Recipiente in legno per impastare le farine. In uso a Bivona (AG). Termine molto usato a Catania, città "du Liotru". Sthrabbuliàri) Straparlare, dire cose senza senso. Billèca) Chiasso, macello. Il trattamento avrà una durata non superiore a quella necessaria alle finalità per le quali i dati sono stati raccolti. Sciara è un comune italiano di 2 733 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. In italiano si può facilmente tradurre con "ma và", ", I migliori vini siciliani del 2016: il trionfo dell’Etna, Street Food Cup: il migliore street food siciliano del 2018, Street food siciliano: 8 cibi da assaggiare. (Pron. devo scrivere questo testo in dialetto siciliano. Per i cereali o ortaggi in un magazzino. Come "Strummalu". Sthrumìnchiulu) Malessere anche psichico, pigrizia. Biscotto a forma di colomba con uovo sodo, dolce Pasquale, prodotto tipico di Militello Val Catania. Label: ita-scn:Micciché. Pezzo di terreno che il contadino adopera per porvi dei semi di diverse specie per poi prendere le piantine per metterle a dimora. Novara di Sicilia - comune italiano in provincia di Messina; Novara Calcio - Squadra calcistica di Novara; Se ... Significato-definizione.com. Burrània) Boragine, tipo di verdura acidula. Celibe, per l'uomo. Fucile da caccia. "Baciamo le mani", saluto rispettoso, a volte usato anche scherzosamente. Nappa dei pantaloni. (Pron. Una persona sconclusionata, che si dà arie. A parte, usato a Randazzo e a S.Domenica Vittoria. Arriscialàri) Tirare un sospiro di sollievo. (Pron. Fai clic per abilitare/disabilitare il tracciamento di Google Analytics. Ad es. Tamarro. Catàmmari catàmmari) Lentamente. Guastafeste, chi rovina tutto o fa scoprire un piano segreto. Vedi anche pagina Anatomia. Stìcchiara) Avere la "sticchiara" significa essere pigri, oppure stare poco bene specie per un abbassamento di pressione. (Pron. Braciere di rame inserito in un apposito contenitore rotondo comodo per appoggiare i piedi. Piccolo sgabello fatto con la ferra (v.) tagliata e incrociata. Atstsannamirùddhra) Essere un "azzannamirudda" significa dare fastidio con rumori o lamenti. (Pron. Da questo termine deriva il mercato della Vuccirìa di Palermo. Rettile delle sabbie (scinco) simile alle lucertole. Luogo di ricovero per animali, specie per pecore. Allitthràtu) Studioso, professore, persona che studiato molto. Rròcchiula) Grappolo. (Pron. (Pron. (Pron. Lazzarone. (Pron. (Pron. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina. NATURA DEL CONFERIMENTO E CONSEGUENZE DEL RIFIUTO. Prob. Ago molto grande per riparare i materassi. 1) Monaco, frate; 2) Attrezzo in legno di forma oblunga con contenitore in rame per contenere le braci, si usava per riscaldare i letti. In alcune zone anche "Laidu". (Pron. (Pron. Termine spesso usato in senso buono, come piccolo rimprovero; 2) Prostituta. (Pron. Storpiatura dall'inglese "job" di emigrati. "Fari billeca". Viòlu) Piccolo sentiero, specie in montagna o in campagna. Eliminare la parte non commestibile o comunque fastidiosa di frutta e verdura. Sthrùmmalu) Tipica antica trottola siciliana. Specie di pesce, detto anche "Pisci Palumma". Full name: Salvo Micciché. Arrabbiarsi come un animale furioso, uscire fuori di senno. Offesa leggera. (Pron. Mìnnula) Menola, specie ittica. (Pron. (Pron. (Pron. Bonaccia. 3. Parte del tonno meno pregiata della ventresca ma più pregiata della busunagghia (v.), si mette sott'olio. Sciarriàrisi) Litigare, azzuffarsi. Aciddhràzzu) Uccellaccio, tipo allegro e spensierato. Nfruscàrisi) Arrabbiarsi, alterarsi. (Pron. Si portava anche attaccato ai cappelli di alta moda delle signore. Sthricatùri) Arnese che serviva per lavare i vestiti. Spesso usato per indicare il richiamo dei venditori ambulanti. Specie per il pesce o il formaggio. Probabilmente dal francese. Ardente, spesso col significato di molto piccante. Anche "Babbasunazzu". Accresc. Ha assunto il significato di persona che grida le notizie ai quattro venti. Frutta che non arriva a corretta maturazione. Carratèddhru) Botte di piccole dimensioni. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire. dal sanscrito, infermiccio, arretrato nella crescita, specie se riferito ad animali, soprattutto caprini e bovini. SEMANTICA, significato delle parole, attenzione ai trucchi ...- significato delle parole ,Nella maggior parte dei casi il significato di una parola è chiaro e non equivocabile, altrimenti non riusciremmo ad intenderci. Grossa giara. (Pron. 1) Cassa, cassetta di legno per la frutta; 2) Cassa d'acqua o di birra. Venire a patti, mettersi d'accordo. Rantolo, respiro affannoso, spesso riferito agli ultimi respiri prima della morte. (Pron. Fai clic per abilitare/disabilitare Google Maps. Aggiungi significato. Assicutàri) 1) Inseguire minacciosamente per cacciare via qualcuno; 2) Per gli animali, detto per il maschio che insegue la femmina, es; il gallo con la gallina. Le valigie degli emigranti erano di cartabballuni. (Pron. Un tipo strurusu può essere spiritoso, arguto,umoristico,brillante ma può diventare antipatico sentendosi superiore agli altri provando un senso di soddisfazione nel fare osservare le imperfezioni altrui e per questo suo atteggiamento fa arrabbiare alquanto. Forse dal normanno "mentevoir". Giovenco, vitello giovane destinato a bue da lavoro. "Minchia" è il concetto chiave di tutta la lingua siciliana e difficilmente sentirete delle frasi che non contengano questo vocabolo. Mappa del sito. Mettere inavvertitamente un piede su un escremento. Termine quasi intraducibile. Questo vocabolo rappresenta un elemento di profonda divisione fra palermitani e catanesi. 1) Uscito; 2) Fig. 1) Corda; 2) Carica, specie per gli orologi che ne hanno bisogno. Si prega di essere consapevoli del fatto che questo potrebbe ridurre pesantemente la funzionalità e l'aspetto del nostro sito. (Pron. 1 determinerà l’impossibilità di contattare il gestore del sito web tramite il form contatti messo a disposizione sul sito. (Pron. (Pron. Grosso. "Aviri u sdegnu d'a carni porcu", essere stomachevole; 2) Disgustoso (per un sapore). Puoi anche aggiungere una definizione per siciliano . Ombrello. Catasta di paglia formata dal contadino che con l'aiuto del vento e di un tridente separa la paglia dal grano. (Pron. Dal latino "requiem aeterna", riposi in pace in eterno. Dallo spagnolo "Tacha". Thrantuliàri) Scuotere, traballare, essere instabile. Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy. per dire fortuna. Priàrisi) Rallegrarsi, essere orgogliosi. Interazione siciliana che sta per "Aspetta un momento!". In Sicilia evidentemente si. Per certi versi, come "Fruscu". 1) Legare, anche ad un palo; 2) Cominciare. (Pron. Scivatùri) Fiaschetto dove si teneva la polvere da sparo per ricaricare gli archibugi. (Pron. In uso a Giarre. Da non confondersi con l'imperfetto del verbo correre, prima e terza persona singolare. Sazzàri, doppia zeta dolce) Assaggiare. In uso in questo senso anticamente a Trapani. (Pron. significa, "fare un disastro". Macaràru) Sedersi a "macararu" significa sedersi insieme in cerchio o disordinatamente. Più in generale mobile posto accanto al letto allo scopo di tenerci il vaso da rotte (Rinali, v.). Cosa. Fiammifero (termine usato nel messinese). Tormentarsi il cervello cercando di risolvere un problema. Mànnara) 1) Mandria; 2) Ovile, ricovero per animali. Finàita) Linea di confine tra terreni agricoli. Acetosella, pianta infestante spontanea. Prima o poi ce la farà! (Pron. Nichiarìi) Sinonimo di "Nichei". Trova il 3 significato della parola siciliano. Scarasìbbuli) Particolari rutti che vengono emessi nell'atto di togliere "a pigghiata 'r'occhiu" (vedi). Si pagava in base al tempo che il lardo stava dentro la pentola. Tannùra) Antica cucina con fornelli a legna. Piscipàinu) Materiale con cui venivano costruiti gli armadi antichi di una certa stazza. Tabbarànu) Oggetto messo nel mezzo, che ostacola il passaggio. Togliere i mattoni da un pavimento o da un muro. Vocabolo proveniente dal termine spagnolo "escopeta". In uso a Giarre. Derivazione seconda guerra mondiale, liberazione americani. Pethri pethri) Bruttissima situazione. In uso nel giarrese. About. Pillicchiàrisi) "Pillicchiarisi i irita" sta per leccarsi le dita. Bunàca) Tipo di giacchetta. è un dizionario scritto da persone come te e me. "T'a firi?" Portata di liquido che fuoriesce da un tubo. (Pron. (Pron. Allibbittàrisi) Liberarsi di qualcosa. Addunàrisi) 1) Accorgersi; 2) Andare a controllare qualcosa. 1) Giallo; 2) Pallido, colorito giallastro di un viso. (Pron. (Pron. Gnàcchete) Tipica esclamazione di felicità. Infatti letteralmente significa "mettere il cappio". Thrattèttu) Appostamento. siciglianu agg. Genere semielegante di giaccone con bavero rivestito di pellicciotto. Scostare, spostare in malo modo. Nel nostro territorio, ed in varie parti della Sicilia, i tralci dell`Asparago pungente venivano usati, con il nome di Sparacogna, come addobbo di soggetti sacri. Casapìli) Piccolo fabbricato dove si trova la lavanderia. (Pron. Persona robusta ma inconcludente. Appoggiare. Dal greco kartallos. 1) Fardello; 2) Nel linguaggio parlato, fondoschiena, anche fig. Si usa nel trapanese. 1) Cocchiere, 2) Appellativo per gli uomini o le donne (nella forma femminile "Gna") di ceto sociale basso, utilizzato anticamente. Riuscire a cogliere la migliore opportunità. La nostra Angela Marino ha voluto raccogliere quelle che, secondo lei, sono parole siciliane ormai un po’ dimenticate, relegate all’ambito del ricordo. (Pron. Cubbàita) Croccante di semi di sesamo e miele. Zùbbu, zeta dolce) Acerbo, immaturo. Lùthru) Tacchino. (Pron. 1) Condire; 2) Acconciare, adornare; 3) Sistemare. Strhascinàta) Donna di facili costumi. 1) Smuovere, mescolare. 1) Infastidire; 2) L'atto del corteggiamento maschile verso le donne. (Pron. Siddiàrisi) Annoiarsi, non avere voglia di qualcosa. (Pron. Anche "cillitta". Viso, faccia, parte anteriore negli oggetti. Usato come dispregiativo per le donne. Tipico prodotto venduto dagli ambulanti alle feste di paese, in uso nel trapanese. Asse di legno che serve per fare i pilastri delle case in costruzione. Addhriccàrisi) Abituarsi, prendere gusto a far qualcosa. 1) Diventare teso; 2) Erigere; 3) Per persona che si ristabilisce da una malattia. (Pron. significa tòrsolo. "; 3) Usato anche per indicare una quantità: "Quantu ni voi?" Oxalis pescaprae. Sapevate che l’UNESCO riconosce al siciliano lo status di lingua madre?. Cerata, panno cerato usato in generale per coprire tavoli, oggetti o mezzi. In uso nell'agrigentino. Ranfa, con l'iniziale più delicata) Tentacolo. Vestiti, stoffa o stracci vecchi o laceri. (Pron. (Pron. Attassàri) 1) Portare sfortuna; 2) Morire di freddo. Colpo dato alle orecchie o alla testa, n modo scherzoso, facendo sciocca re il dito medio con il pollice. In questa pagina trattiamo di proverbi e parole siciliane come anche dei detti. Esca viva, meno pregiata della "Trimulina". (Pron. Toccare insistentemente qualche oggetto o tanti oggetti. Forte succhio o risucchio. 1) Muso, parte anteriore del viso, broncio. Camminare a 4 zampe-tipico dei bimbi che ancora non camminano, gattonare. Nel caso della pasta nella pentola; 2) Rovistare; 3) In forma riflessiva, "riminàrisi", smuoversi, sbrigarsi muoversi a fare qualcosa. Da "io dico". Guarda gli esempi di traduzione di parola nelle frasi, ascolta la pronuncia e impara la grammatica. Probabilmente dall'arabo "giarrah". 196/2003, Codice in materia di protezione dei dati personali. Probabile origine dallo stesso termine francese. Ncarcàri) Premere, pressare, comprimere qualcosa. Persona ingenua, stupidina, inconcludente. Capriccioso, in cerca di cose strane. Continuando a navigare nel sito, accetti il nostro utilizzo dei cookie. 1) Dire; 2) Chiamare qualcuno in un certo modo. (Pron. Inzuppato fino all'osso. Dallo spagnolo "manta". Dall'arabo "màida" (mensa). Carròbbisi) Ravioloni di pasta dolce imbottiti di fichi. L’asterisco (*) accanto al termine indica la peculiarità siciliana della parola, che quindi risulta difficile da tradurre. Questa è la prima parola che sentirete appena arrivati in Sicilia e probabilmente sarà anche l'ultima prima di partire. Pparmparìssi) Per scherzo. (Pron. (Pron. (Pron. Rodersi dentro per qualcosa. Andare insieme a qualcuno da qualche parte. Patatìddhru) Ragazzo poco per bene. Buonasera, in uso nel catanese. Usato per la pasta scotta e raffreddata; 2) Fig. (Pron. Verbo utilizzato per descrivere il comportamento anomalo di uno strumento o di un oggetto. 1) Sentito, famoso; 2) "Conosciuto come", ad esempio per dire il soprannome di qualcuno; 3) Altro significato è "ascoltato", per una persona importante, che ha voce in capitolo e che ha accesso alle leve del potere. (Pron. Ingolosire, nel senso figurato di promettere a qualcuno un premio per un servizio. Aviri a canazza, non avere voglia di far niente. Rròsula) Arrossamento doloroso del piede. (Pron. Capitstsùatu) Capitino, abitante di Capizzi (ME). Scantiddhàtu) Aggettivo per il pane privato del "cantiddu" e tagliuzzato. Estrema riluttanza. Acquaiolo. "Nesciri foddi" impazzire. Anche riflessivo "Arruspigghiàrisi". Stessa possibile origine del termine "Sbutriari". (Pron. Un poco. 1) Lett. Rozzo, poco fine, dagli atteggiamenti inopportuni. (Pron. Non ci credete? Pipìtula) 1) Escrescenza sub linguale delle galline; 2) Fig. Cadere. Probabilmente stessa radice di "grana". (Pron. Thruniàri) Verbo impersonale. Si trova simile in francese "ache". Letteralmente "sporco di grasso". Probabilmente di origine spagnola. Anche fig. Il contadino pensò che quello fosse il nome del dolce, cercò di farlo anche lui e lo chiamò "cassata". Riccio, di terra ma soprattutto di mare, pescato per le pregiate uova con cui si può condire la pasta. Queste parole racchiudono la tradizione di Sicilia, come i proverbi gli indovinelli. A. (Pron. Fiammifero, termine antico. (Pron. (Pron. "Anzi di aiutarimi mi sdirrupa". Luogo sporco, pieno di detriti. Muddhrica) Mollica, mollica di pane. Cimèddhra) Canna da pesca. Specie per persona, come per i capelli, sistemarsi per una occasione. In uso a Catania. 1) Feudo; 2) Appezzamento di terreno in campagna. Fiddhruliàri) Fare a fettine, anche figurativo. Camurrìa) Seccatura, fastidio reiterato. Nubile, per le donne. (Pron. Sedia a due posti, spesso messa sul carretto. Invece. Rating. (Pron. Aggiungi significato. (Pron. Arbarìa) Detto per il mare quando è calmissimo. 2) Fig. Anche volgare (v.); 2) Pesce di piccole dimensioni. Vèrtuli) Grosse borse, bisacce che venivano messe sul dorso dei cavalli, degli asini o dei muli, per trasportare oggetti. Dal "Cassaro" via centrale di Marsala. (Pron. Sballare o uscire fuori da un gioco di carte. (Pron. Sugo, salsa di pomodoro. (Pron. 1) Spegnere; 2) Fig. Puthrùni) Poltrone, pigro, persona che ozia. (Pron. Sguaddhraràta) "Fimmina sguaddarata" sta per donna trasandata. (Pron. (Pron. Torrente, od un suo acclivio, in prossimità dell'abitato di Campofranco (CL). Ecco cosa ha portato a Salviamo il Siciliano! 1) L'ultimo dei figli. Veste usata sopra la camicia da notte dalle donne. Abbuttàri) Saziare. (Pron. Riferito alla pasta (pasta squarata) sta per pasta senza condimento. 1) (Pron. (Pron. Letteralmente "lecca-sughero". 1) Persona a cui manca l'aria, soffocato; 2) Cielo nuvoloso. Mangiare, ma con uso dispregiativo. In uso a Giarre. Probabilmente dallo spagnolo "Capolar". (Pron. Sfregare i fichi d'India con un ramoscello per togliere le spine. Assicutafìmmini) Petardo, detto così perchè lanciato a terra vicino ad una donna la fa scappare. "Dari renzia" è ascoltare attentamente, seguire il consiglio. "Ovu ugghiutu" è l'uovo bollito. (Pron. Nappa dei pantaloni, sinonimo di "Procchia". Usato nell'agrigentino. In uso a Longi (ME) e nel comprensorio nebroideo. Essere disordinato, operare con superficialità o con poca precisione. (Pron. Nel termitano anche 'nzusu. (Pron. Cùthra) Pesante coperta. 1) Culla; 2) Altalena. Sthrummintiàri) Ingegnarsi con qualcosa. "Vinisti a sambrasiari?" Pizzuliàrisi) Per i gallinacei, beccare/beccarsi. Capanna agricola costruita sui campi con balle di paglia con supporti di fiori d'agave. Bàcula nzìcula) Dondolo, sorta di altalena a bilancia. Anche nella variante occidentale "Ferrabbottu". Colmo, la parte sommitale dei tetti a tegole, la fila di tegole che raccorda le due falde spioventi. (Pron. (Pron. Làusu) Il giusto riconoscimento dei propri meriti da parte degli altri. (Pron. Carrubbèddhri) Involtini di tuma, ripieni di acciughe, impanati e fritti. (Pron. Parolacce in Siciliano Elenco di parolacce, bestemmie, insulti nel dialetto Siciliano. 13 dicembre: ricorre Santa Lucia, una Santa martire siciliana, patrona di Siracusa. Menzionare. Sbalordito. Fucciòtu) Furcese, abitante di Furci Siculo. Forse di origine normanno/austriaca "sparen". Caciara, confusione, chiacchiericcio incalzante, ressa. In genere recipiente in terracotta di grosse dimensioni. (Pron. Sinonimo di "Muntanara". Probabilmente dallo spagnolo "afrontarse". (Pron. In uso a Giarre. Cucina in muratura dove si bruciava la legna (sotto) e sopra si mettevano le pentole. (parole di una volta) Non troverete la solita traduzione delle parole dialettali siciliane in italiano, come gli altri dizionari in commercio o in rete. Ecco un elenco di termini indubbiamente interessanti che, tuttavia, non vengono utilizzati quanto dovrebbero. Cosa Vuol dire: " Mi fai Sangu" in Siciliano o.o" Answer Save. (Pron. "Aviri a funcia" significa essere visibilmente imbronciato; 2) Fungo. Sgammariddhràta) Termine volgare, vedere apposita sezione. Secondo voi possono mai coesistere due significati opposti nello stesso termine? Baglio. Forse trae origine dall'unione di "coda" e "tornado" in lingua siciliana. "Sbutuliari 'na para ri angati". Oggi, in alcune zone della Sicilia (specie nel sud). Calma piatta nelle condizioni meteorologiche, calorica, cappa di caldo. (Pron. In modo figurato, ci si può rivolgere a una persona molto fragile dicendole che è di cartabballuni. Diluvio. Pasto di particolare pregio e sostanza dato ai cavalli, fatto con avena, fave etc. A Catania "Minni Sant'Agata". dal latino ante horam. Lett. Fitinzìa) 1) Sporcizia, schifezza; 2) Fig. Malatìa tsuccarìna) Diabete. 1) Mettere un "cugnu" (v.); 2) Avvicinarsi troppo a qualcuno o qualcosa; 3) Capitare in un luogo. Camurrìa è una di quelle parole che se siete cresciuti in Sicilia avrete iniziato a sentire fin da piccoli. Specie di pizza o focaccia molto condita con pomodoro e altro. (Pron. Anche nella forma riflessiva "Fuirisinni", fuggirsene. Dall'arabo "qas'at" (bacinella). Area di influenza Lingua Siciliana. Abbarruàrisi) Confondersi. Sthricàri) Strofinare. Scumparàrisi) Diventare nemici, o meglio, smettere di essere amici o compari. Nella Sicilia Orientale è "jaddina". (Pron. Se invece vi trovate a Palermo il termine è riferito principalmente ai soggetti di sesso maschile e sta ad indicare soggetti brutti e sovrappeso.

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